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Dove si svolgono i raduni di auto e moto d’epoca in Appennino? Il fascino di vedere rarità sulle strade panoramiche

📅 28 Agosto 2026✍️ di Sabina Riccadonna⏱️ 7 min di lettura

Le strade di crinale e le valli laterali dell’Appennino offrono ogni stagione cornici tecniche e paesaggistiche ideali per i raduni di auto e moto d’epoca. Chi desidera vederli o partecipare ha bisogno di due informazioni chiave: dove si tengono le uscite più affidabili e come funzionano logistica, regole e sicurezza. L’autrice, cresciuta a Modena e oggi residente nell’Appennino reggiano, riunisce qui le evidenze utili a orientarsi, con un approccio operativo e riferimenti verificabili.

Mappa dei raduni: dorsale e vallate chiave

Nel Nord, i passaggi più battuti collegano pianura e crinali fra Emilia-Romagna, Toscana e Liguria: Futa e Raticosa tra Bologna e Firenze, Abetone tra Pistoia e Modena, Cisa verso la Lunigiana, Cerreto tra Reggio Emilia e La Spezia. Qui si svolgono raduni turistici, rievocazioni storiche e prove di regolarità, ossia eventi in cui conta il rispetto di medie orarie prefissate e controlli a timbro, non la velocità assoluta.

Nell’Appennino centrale, gli itinerari si addensano su Valnerina e altopiani marchigiani-umbri (Colfiorito, Castelluccio) e sui valichi abruzzesi (Capannelle e Forca d’Acero), con affacci sul Gran Sasso e su Campo Imperatore. A Sud, i percorsi tipici lambiscono Matese e Irpinia, l’Altopiano della Sila lungo la SS107 Silana-Crotonese e i tornanti dell’Aspromonte verso Gambarie.

Le tipologie prevalenti sono tre: raduni statici con esposizione in piazza; raduni turistici con road book e soste enogastronomiche; regolarità turistica/classica con rilevamenti di tempo (pressostati o controlli manuali). Per i mezzi storici con certificazione, la presenza di club affiliati ad ASI o FMI facilita logistica e assicurazioni dedicate.

Nord: Emilia, Toscana e Liguria, fra passi storici e borghi attrezzati

Tra Modena e Pistoia, l’asse Abetone–Radici offre curve ampie, altitudini tra 1.200 e 1.500 m e piazze attrezzate ad accogliere parchi chiusi temporanei. Dalla Via Emilia si risale spesso lungo la Statale 64 Porrettana per raggiungere Silla e poi il crinale, o si sceglie la SS 12 dell’Abetone. I club del modenese e del pistoiese calendarizzano tra maggio e ottobre uscite con sosta in rifugio e controlli a bordo strada.

Sul versante bolognese, Futa (903 m) e Raticosa (968 m) concentrano rievocazioni e raduni di club, con logistiche consolidate nei comuni di Monzuno, Loiano e Firenzuola. Qui le amministrazioni hanno procedure snelle per ordinanze temporanee di sosta riservata e per deviazioni del traffico locale nelle ore di maggiore afflusso.

In direzione Liguria, la Cisa (1.041 m) e i valichi dell’Appennino Parmense conducono in Lunigiana e Val di Vara, dove i borghi medievali si prestano a esposizioni statiche pomeridiane. Su questi assi transitano talvolta tappe di grandi eventi a invito come la Modena Cento Ore o il Terre di Canossa, format di regolarità con road section su passi e sessioni in pista, che portano vetture sportive degli anni Cinquanta–Settanta ben note ai cultori.

Centro: Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, tra altopiani e forre

La Valnerina offre strade a raggio variabile con carreggiate mediamente larghe: dalle Cascate delle Marmore a Norcia, fino a Castelluccio, i club umbri e marchigiani organizzano raduni che alternano salite dolci a tornanti stretti nei tratti di Forca Canapine e Forca di Presta. L’ampiezza degli altopiani permette aree di sosta lineari per controlli a timbro e ristori.

In Abruzzo, la SS80 del Valico delle Capannelle e l’altopiano di Campo Imperatore consentono regolarità turistica con medie basse (30–40 km/h) e scenari aperti, utili anche per foto statiche in sicurezza. Sul confine Lazio–Abruzzo, Forca d’Acero collega Sora a Opi con 15–20 km di curve immerse nella faggeta: i raduni viaggiano spesso in colonne ordinate con apripista e chiudi-fila dotati di radio.

Sud: Sila, Matese e Aspromonte, panorami e logistiche di montagna

Sull’altopiano della Sila, tra Camigliatello e San Giovanni in Fiore, la SS107 scorre con pendenze regolari e molti slarghi, utili per controlli e sosta fotografica. L’aria fresca estiva rende questi percorsi appetibili da giugno a settembre. Nel Matese, salite verso Campitello e Bocca della Selva combinano tornanti tecnici e tratti ombreggiati.

In Aspromonte, la SP3 verso Gambarie alterna curve secche e tratti panoramici. La logistica richiede piazzole autorizzate per evitare intralci ai mezzi di soccorso: qui i raduni si appoggiano di frequente a Pro Loco e Protezione Civile per presidiare gli incroci.

Regole, permessi e sicurezza: ciò che conta sapere

Chi organizza deve rispettare il quadro del Codice della strada. Per competizioni o rievocazioni con prove cronometrate su suolo pubblico servono autorizzazioni dell’ente proprietario della strada (Comune, Provincia, ANAS), pareri della Prefettura per l’ordine pubblico, eventuali ordinanze di chiusura parziale e piani di sicurezza con mezzi di soccorso.

I raduni turistici senza misurazioni agonistiche restano manifestazioni non competitive: normalmente si svolgono a traffico aperto con velocità di crociera compatibili e scorte leggere; restano obbligatorie le coperture assicurative e le comunicazioni preventive alle autorità locali. In aree protette, i regolamenti di Parchi e Riserve possono introdurre limiti di orario, di rumorosità e di capienza.

Per i veicoli storici, l’iscrizione a registri riconosciuti e il Certificato di Rilevanza Storica (CRS) rilasciato da enti nazionali come l’Automotoclub Storico Italiano o la Federazione Motociclistica Italiana facilita la verifica di idoneità tecnica e l’accesso a polizze assicurative dedicate. Restano validi gli obblighi standard: luci efficienti, pneumatici in buono stato, freni equilibrati e dispositivi di ritenuta ove previsti all’epoca di costruzione.

Come informarsi: calendari, club e canali ufficiali

Le fonti più affidabili sono:

  • Calendari nazionali di club affiliati ad ASI e FMI, con schede evento e regolamenti.
  • Siti istituzionali dei Comuni appenninici e delle Unioni di Comuni, che pubblicano ordinanze e piani di viabilità temporanei.
  • Portali delle Pro Loco, utili per orari di esposizione in piazza e mappa parcheggi spettatori.
  • Comunicati delle scuderie storiche regionali e dei registri di marca.

La regola operativa è semplice: verificare il programma aggiornato entro la settimana dell’evento, perché meteo e lavori stradali possono imporre varianti di percorso.

Quando andare e dove posizionarsi per guardare in sicurezza

La stagionalità segue l’altitudine. Sotto i 1.000 m gli appuntamenti iniziano già a marzo-aprile; tra 1.000 e 1.500 m la finestra migliore è maggio–giugno e settembre; oltre, è prudente verificare l’assenza di ghiaccio residuo o cantieri in quota.

Per assistere, valgono tre criteri tecnici:

  • Evitare l’esterno dei tornanti stretti, dove la traiettoria può allargare; preferire interni protetti e zone sopraelevate.
  • Mantenere distanza dal margine carreggiata di almeno 1,5 m e non sostare su vie di fuga o piazzole riservate all’organizzazione.
  • Parcheggiare solo nelle aree segnalate; non occupare passi carrabili o accessi a poderi.

Le esposizioni statiche in piazza sono generalmente previste a metà giornata o a fine tappa: sono il momento giusto per vedere da vicino le vetture, nel rispetto delle transenne e delle indicazioni dei commissari.

Itinerari e logistica: confronto rapido

Tratto Quota max Km panoramici Punti spettatore consigliati Servizi
Passo della Futa (BO–FI) 903 m 35 Monzuno, Covigliaio Bar, parcheggi a tasca
Passo della Raticosa (BO–FI) 968 m 25 Madonna dei Fornelli, valico Rifugio, piazzole
Abetone (MO–PT) 1.388 m 25 Valdifiore, piazza Abetone Negozi, servizi igienici
Passo del Cerreto (RE–SP) 1.261 m 30 Collagna, valico Bar, aree sosta
Capannelle (AQ) ca 1.300 m 30 Valico, bend dolci lato SS80 Rifugi, parcheggi lineari
Forca d’Acero (FR–AQ) 1.538 m 15 Belvederi intermedi Piazzole, aree picnic
Sila SS107 (CS) oltre 1.200 m 30 Camigliatello, slarghi bosco Ristorazione diffusa
Aspromonte (RC) oltre 1.300 m 20 Gambarie, Montalto Piazzali comunali

Ospitalità e impatto locale: come pianificare

I raduni ben organizzati generano indotto su ricettività diffusa, ristorazione e artigianato. Prenotare per tempo camere in B&B o alberghi di mezza montagna riduce trasferimenti e permette di assistere a più passaggi. In molte località appenniniche l’apertura anticipata della colazione o l’orario prolungato di cucina è concordato con i club organizzatori: chiedere conferma al momento della prenotazione evita imprevisti.

Dal punto di vista ambientale, i formati moderni favoriscono soste programmate e medie contenute per mitigare rumore e traffico. È buona prassi che gli equipaggi evitino sgasate e surriscaldamenti in piazza, tenendo motori al minimo. Gli spettatori possono contribuire differenziando i rifiuti e scegliendo spostamenti a piedi per gli ultimi tratti verso i punti panoramici.

In sintesi operativa

Per vedere veicoli storici in Appennino con continuità conviene puntare su dorsali note (Futa, Raticosa, Abetone, Cerreto, Cisa, Capannelle, Forca d’Acero, Sila, Aspromonte), seguire i calendari di club riconosciuti e monitorare i siti comunali per le ordinanze. Le finestre migliori sono fine primavera e inizio autunno; le regole di sicurezza e di buon senso garantiscono spettacolo e tutela del territorio.

Sabina Riccadonna

Sabina ha vissuto trent’anni a Modena prima di trasferirsi in un piccolo paese dell’Appennino reggiano, dove ha trasformato una vecchia casa in un bed&breakfast. Conosce ricette tradizionali e ama raccontare le storie degli ospiti che accoglie, valorizzando le realtà autentiche della montagna.